
Col passare dei secoli, Salvitelle seguì le vicende di molti altri territori meridionali, entrando a far parte delle strutture politico – amministrative di matrice longobarda prima e normanna poi. Nel “Catalogo dei baroni” - documento redatto dalla curia normanna a partire dal 1150, che elenca nel dettaglio i vassalli e i loro possedimenti – viene citato quale signore del luogo tale “Rogerius de Cajano”. Nei secoli a venire, altre famiglie ebbero la signoria su Salvitelle, fra queste si ricordano i in primo luogo i Gesualdo, casata tra le più influenti del Mezzogiorno d’Italia, anch’essi di stirpe normanna.
Tanto in epoca medievale che moderna, la storia del paese fu segnata anche da eventi calamitosi. Fra questi si ricordano la “peste nera”, che tra il 1347 ei 1353 ridusse di un quarto la popolazione europea, e l’epidemia di peste del 1656, che colpì in particolare i territori del Regno di Napoli. In entrambi i casi, le pandemie determinarono fenomeni di spopolamento, dando luogo a pesanti conseguenze economiche e sociali.
Nel 1861, dopo la nascita del Regno d’Italia, Salvitelle entrò a far parte del Circondario di Sala Consilina, costituendo insieme ai comuni di Caggiano, Auletta e Pertosa il Mandamento di Caggiano. Dal 1927 in poi, con la soppressione dei mandamenti, il Comune divenne parte della Provincia di Salerno. Segnata anche dai fenomeni di emigrazione che segnarono, dalla fine del XIX secolo in poi, la storia del Mezzogiorno d’Italia, la Comunità di Salvitelle fu messa a dura prova dal Terremoto del 23 novembre 1980, che lasciò dietro di sé vittime e distruzioni.